La nostra cooperativa

Ogni progetto ha una storia e la nostra affonda le radici in un piccolo paese di montagna e in un seme custodito con cura per generazioni.

Vogliamo portarvi con noi, passo dopo passo, lungo il cammino che ha dato vita alla Coopmont. Dalla memoria di un cavolo quasi dimenticato alla nascita della nostra cooperativa, fino alle sfide e alle conquiste che ci hanno accompagnati lungo la strada.

Ma per capire davvero chi siamo, non si può parlare solo di campi e raccolti. Bisogna parlare anche di Collina, il nostro paese, il luogo dove tutto ha inizio. Un borgo piccolo ma pieno di storia, circondato dai monti e abitato da persone che, con tenacia e amore per la propria terra, ci hanno permesso di sognare e coltivare un futuro possibile.

Linea del tempo

nei secoli scorsi...

Collina era conosciuta in tutta la Carnia per il mitico e rinomato Cavolo Cappuccio, il cjapût. Purtroppo nel tempo la sua coltivazione ha iniziato a scemare, fino alla sua quasi estinzione.

2016

Il Cjapût di Collina, oramai quasi scomparso, viene riconosciuto dalla regione come Prodotto Agricolo Tradizionale (PAT)

2017

Un gruppo di Collinotti ha partecipato al bando LegaCoop Start-up FVG con l'idea di avviare una Cooperativa Agricola che, tra le altre cose, avrebbe voluto riportare al suo antico splendore il cjapût. Il progetto fu premiato come Start-up innovativa e ne venne finanziato l'avvio.

2018

La Cooperativa agricola Coopmont venne ufficialmente avviata con cinque soci fondatori.

2019

Margherita Tamussin


Grazie al prezioso impegno della famiglia Toch, in particolare di Margherita Tamussin e Ciro Toch, i semi di cjapût sono stati conservati per decenni. Questo ha permesso alla Cooperativa di avviare il rinnovo di questa preziosa semenza. Per contrastare il frazionamento particellare e creare un campo agricolo di dimensioni adeguate, la Cooperativa ha contattato decine e decine di proprietari sparsi in tutto il mondo, chiedendo loro il permesso di utilizzare i loro terreni.

2019

Nel 2019, il grande impegno della Cooperativa viene nuovamente riconosciuto: a pochi mesi dall'apertura, Legambiente assegna alla Coopmont la Bandiera Verde, un riconoscimento riservato alle località di montagna che si distinguono per l’attenzione alla sostenibilità ambientale e la valorizzazione del territorio. La Cooperativa riceve la bandiera durante la prima edizione della Festa dei Cavoli Nostri.

Consegna ufficiale Bandiera Verde

2020

I successi continuano ad arrivare e nel 2020 il cjapût e il crauto di Collina diventano prodotto Slowfood, riconoscimento assegnato a prodotti rari, tradizionali e di alta qualità che rispettano i principi di "buono, pulito e giusto".

2021

La produzione di cjapût si estende ulteriormente, arrivando alla semina di circa 12 mila piante.

Lavoratore in mezzo al campo di Cavoli Cappucci

2023

Per potersi espandere ulteriormente e permettere di raggiungere maggiori risultati, la Coopmont ha partecipato al bando di Euroleader finanziato dal PSR. Grazie ad esso è stato possibile migliorare le attrezzature di laboratorio.

2024

Grazie ad un importante bando regionale la cooperativa ha potuto costruire una solida recinzione che racchiude il campo. Questo intervento ha finalmente permesso di proteggere il raccolto, che ogni anno veniva gravemente danneggiato dai cervi.

Campo di Cjaputs - foto di Francesca Tamussin

2024

La Coopmont ha ricevuto ufficialmente il riconoscimento regionale IoSonoFVG.

Il nostro Paese

Collina è una piccola frazione del comune di Forni Avoltri, a 1.250 metri di altitudine, nel cuore delle Alpi Carniche, in provincia di Udine. È adagiata in una conca soleggiata, circondata da boschi fitti e pascoli verdi, con lo sguardo rivolto verso il Monte Cogliàns, la vetta più alta del Friuli Venezia Giulia.

È uno dei paesi abitati più alti della regione, e nonostante le dimensioni ridotte, custodisce una ricchezza unica di storia, cultura e legami con la terra. Qui il tempo sembra scorrere più lentamente, seguendo ancora i ritmi della natura e delle stagioni.

Collina è conosciuta per un importante episodio della sua storia sociale: nel 1880, grazie all’iniziativa del maestro elementare Eugenio Caneva, nacque proprio qui la prima latteria sociale turnaria del Friuli. Un’idea rivoluzionaria per l’epoca, che diede vita a uno dei primi esempi di cooperazione agricola nella regione, anticipando di anni il movimento cooperativo friulano. Quello spirito di collaborazione, nato oltre un secolo fa, è ancora oggi il cuore pulsante della comunità.

È in questo contesto che prende vita la cooperativa agricola di Collina. Un progetto radicato nel territorio, nato dal desiderio di valorizzare ciò che questa terra offre: natura, tradizione, relazioni autentiche.

La storia di Collina è profondamente intrecciata alla sua terra. Per secoli, l’agricoltura, la pastorizia e la silvicoltura hanno rappresentato il sostentamento principale per gli abitanti. Ma non solo: hanno anche plasmato una cultura del lavoro condiviso e un forte senso di appartenenza. Ancora oggi, questa coscienza collettiva si riflette nel modo in cui la comunità si prende cura del proprio territorio, delle sue risorse e delle sue tradizioni. Parlare della cooperativa, in fondo, significa parlare di tutto questo: di un paese che non ha mai smesso di credere nella forza delle persone e nella bellezza delle cose fatte insieme.